Festa di S. Antonio Abate:  benedizioni degli animali.

il 18 gennaio 2026 alle ore 16 sul sagrato

Come da tradizione, in occasione della festa di S. Antonio Abate si tiene la benedizione sul sagrato degli animali domestici, di cui s. Antonio è protettore. La Chiesa ricorda che «Molti animali, per disposizione della stessa provvidenza del Creatore, partecipano in qualche modo alla vita degli uomini, perché prestano loro aiuto nel lavoro o servono di sollievo. Nulla quindi impedisce che in determinate occasioni, per es. nella festa di un santo, si conservi la consuetudine di invocare su di essi la benedizione di Dio» (Rituale Romano, Benedizionale , cap. 34 – Benedizione degli animali, n. 1058).

LE ORIGINI DELLA FESTA

Nelle comunità rurali del passato, i fedeli si riunivano nel cuore dell’inverno per chiedere la protezione di Sant’Antonio, protettore degli agricoltori e degli animali domestici, che all’epoca rappresentavano un indispensabile strumento di lavoro e fonte di sussistenza. Sant’Antonio Abate (III e il IV secolo d.C.) è uno dei più antichi e venerati santi della tradizione cristiana. Nato in Egitto, scelse la vita di eremita nel deserto della Tebaide, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione. La sua figura ha ispirato la nascita di una profonda devozione popolare in tutta Europa. È tradizionalmente rappresentato nell’iconografia con un maialino ai piedi, simbolo del suo legame con gli animali e con la vita contadina, ma anche simbolo della vittoria della fede sul demonio. Inoltre, nel Medioevo, l’Ordine dei Frati Antoniani divenne famoso per la cura dell’herpes zoster, una dolorosa infezione nota come “fuoco di Sant’Antonio”. Per questa malattia i frati svilupparono rimedi basati su un unguento medicamentoso ricavato dal grasso dei maiali, che loro stessi allevavano.