II DOMENICA AVVENTO A

Dal Vangelo di Matteo 3,1-12

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? ».

TESTIMONI RESPONSABILI

Eccoci alla seconda domenica di avvento. Giovanni ci richiama ad una vera conversione. Incominciamo con alcune chiarificazioni. Chi è il Battista? E’ colui che immerge nell’acqua, come segno del desiderio di purificazione. Perché nel “Deserto della Giudea”? Giovanni rivolge la sua predicazione solo alla Giudea, mentre Gesù svilupperà la sua missione prevalentemente in Galilea. Perché proprio nel deserto? Il deserto, e tutto ciò che in esso avviene, ricorda l’esperienza dell’Esodo, dell’uscita dalla schiavitù d’Egitto e suscita, in ogni pio israelita, il desiderio e la speranza di sperimentare ancora l’intervento del Signore, per una nuova liberazione. Infine il deserto è un luogo di solitudine, di privazione, ma anche un luogo di incontro con Colui che fa nuove tutte le cose. Giovanni rivolge il suo messaggio ai lontani o anche ai credenti del suo tempo? Anche ai credenti e oggi proprio a noi. Sì, proprio a noi che siamo cristiani e che frequentiamo la chiesa, la messa, i sacramenti. Giovanni viene per testimoniare la venuta di Gesù (= il regno di Dio) e ci invita ad accoglierlo nella nostra vita, a fargli posto. Convertirsi è fare di Gesù la nostra ragione di vita (lui è la perla preziosa, il tesoro nel campo), è vivere alla sua presenza e sapere che lui vuole il primo posto. Amarlo sopra ogni cosa è il primo frutto della conversione. Un secondo passo per convertirci è modificare il nostro comportamento e temperamento cioè lasciare che Gesù ci plasmi. In questo ci può aiutare una lettura assidua e nutriente della sua Parola. La riflessione di ciò che vuol dire per noi, concretamente, la sua Parola e vedere che Gesù c’entra proprio con la nostra vita di ogni giorno. Siamo chiamati a rendere viva la sua parola vivendola ogni giorno e farla diventare parola viva. Quando la conversione è matura diventa testimonianza responsabile cioè il convertito si fa carico dell’urgenza di portare la testimonianza della sua fede e di annunciare Gesù a più persone possibili. Egli sente che non può tacere la gioia di aver trovato la fede che ha dato senso alla propria vita e desidera che tanti altri vivano la sua stessa esperienza di liberazione. Essere testimoni significa vivere con responsabilità la vita cristiana e partecipare con tutto se stessi all’opera di evangelizzazione. 

don Marco