XIV Domenica del Tempo Ordinario

di | Luglio 4, 2026

DAL VANGELO DI MATTEO 11, 25-50

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita ».

IO SONO MITE E UMILE DI CUORE

Nel Vangelo di questa domenica sono molti insegnamenti che ci fanno riflettere anche se due emergono con forza.
Il primo insegnamento è che Dio è semplice da capire senoi ci affidiamo e fidiamo di Lui.
Il secondo è che Gesù ci invita a seguirlo per avere una vita veramente Vera.
Per approfondire meglio il primo punto, cioè per conoscere meglio Dio e il suo Amore, non serve avere un intelletto sopra la media ma occorre un cuore aperto al Signore. Per questo i bambini sono avvantaggiati perché loro affrontano la vita in modo semplice senza crearsi sovrastrutture sapendosi fidare delle persone che hanno accanto come genitori e parenti. Quindi i bambini si fidano del prossimo che il Signore ha posto sul loro cammino. Anche io so fidarmi delle persone che il Signore ha posto sul mio cammino?
Il secondo punto è che Gesù ci rivela la Santissima Trinità , Padre e Figlio e Spirito Santo, per poi insegnarci come affrontare la vita nel modo più giusto.
Infatti alcune volte ci ribelliamo alla vita o a Dio proprio perché non abbiamo capito il grande disegno d’amore che il Signore ha per noi e ci sembra di essere abbandonati a noi stessi in una dinamica di difficolta crescenti. Per questo la stanchezza si fa sentire, così come le delusioni, ma se non riesco a vedere l’opera di Dio che è in azione tutto viene svuotato di senso, al contrario se io vedo che Dio non mi abbandona e si fa prossimo nella mia esistenza anche le stanchezze più dure hanno senso e per questo sono sopportabili. Per poter Amare come ci insegna Gesù serve proprio coraggio, non quello puramente umano, ma quello che scaturisce dalla presenza del Signore che sempre si fa prossimo in un modo o nell’altro.
Per questo affidiamoci con cuore aperto al Signore affinché la nostra vita sia un capolavoro.

don Thiago