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CERCATE DI ESSRE VERAMENTE GIUSTI

 CERCATE DI ESSERE VERAMENTE GIUSTI


Risultati immagini per settimana di preghiera unità dei cristiani 2019


È nuovamente giunta la Settimana di preghiera per l’unità dei
Cristiani, una Settimana speciale, una Settimana piena di gioia e
commozione, di responsabilità e di dovere, poiché ha come
scopo la realizzazione della volontà del nostro Salvatore Gesù
Cristo: “Che tutti siano una cosa sola” (Gv 17, 21).
Trovandoci tuttavia in un mondo inquieto e pieno di arroganza,
dove spesso i problemi, gli antagonismi, le inimicizie e le
guerre fanno rumore, si corre il rischio di giungere alla propria
autodistruzione. Noi cristiani, d’altra parte, continuiamo a essere
di scandalo con la nostra divisione e, soprattutto, a essere indifferenti,
mostrando irresponsabilità e indolenza davanti alla grandezza
di Dio, davanti ai doni e ai beni di Dio nei nostri confronti.
Come cristiani, siamo stati chiamati a mostrare una comune
testimonianza per affermare la giustizia e per essere strumento
della Grazia guaritrice di Dio in un mondo frammentato. La
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2019 è stata preparata
dai cristiani dell’Indonesia. Il numero dei suoi abitanti ammonta
a circa 265 milioni, di cui l’86% professa l’Islamismo,
mentre il 10% il Cristianesimo di varie confessioni. Conta circa
1340 gruppi etnici differenti e oltre 740 idiomi locali, pur essendo
unita da una lingua nazionale. Nonostante la diversità di etnia,
lingua e religione, gli indonesiani hanno vissuto secondo “il
principio della solidarietà e della collaborazione”.
Anche le guide mistiche e pastorali delle nostre chiese – il Papa
Francesco e il Patriarca Bartolomeo, così come vari Leader e assemblee
delle Chiese della Riforma – diverse volte hanno sottolineato
l’importanza della solidarietà e della collaborazione. Il
Patriarca Bartolomeo proclama: “La solidarietà è la civiltà del futuro”.
È verità incontestabile che questa realtà “implica il condividere
tutti gli aspetti della vita, del lavoro, dolori e gioie. Significa
considerare tutti cari fratelli in Cristo Gesù, nato, crocifisso e resuscitato
per noi”.
Ecco come i versetti del Deuteronomio (16,18-20) diventano
vita e l’uomo vive come giusto nel proprio cammino, considerando
il prossimo come proprio autentico fratello in Cristo.
Questa armonica atmosfera e divina situazione di amore e solidarietà
è terribilmente minacciata in modo nuovo e con nuovi
mezzi. Così la collaborazione svanisce e “viene in netto contrasto”
con la corruzione, la quale si manifesta in diversi modi e minaccia
la giustizia e il rispetto della legge.
Questa situazione diviene manifesta soprattutto nei casi in cui
è necessario promuovere la giustizia e sostenere i deboli. Allora
si viene facilmente in contrasto con la giustizia, allargando così
“il divario tra ricchi e poveri e, di conseguenza, un paese ricco di
risorse soffre lo scandalo di avere molta popolazione che vive in
povertà”.
Vedendo questa difficile condizione, i cristiani diventano consapevoli
della loro responsabilità, qualora non facciano nulla per
l’unità e non diano una risposta alla realtà dell’ingiustizia in modi
sempre più appropriati ed efficaci.
Certamente, il nostro Signore e Dio ci dà un dono soprannaturale,
un dono inestimabile, di comunicare, cioè con lui, e di seguirlo
sulla strada della preghiera per rendere nostra vita le parole
che ha rivolto al Padre prima della sua Passione: “Che tutti siano
una cosa sola” (Gv 17, 21). Udendo e custodendo le sue parole
siamo forti e possiamo testimoniare con cuore vivo e una sola
bocca che, vivendo la volontà di Dio, vivremo anche l’unità.
Ma anche camminando assieme e avendo Cristo in mezzo a
noi, potremo combattere l’ingiustizia ed essere preziosi fratelli di
quanti sono vittime dell’ingiustizia.
Dopo tutto quello che è stato esposto, possiamo fare nostre,
come hanno sperimentato anche i cristiani dell’Indonesia, le parole
del Deuteronomio “cercate di essere veramente giusti”
(16,18-20). Queste parole parlano in modo vigoroso, come le
nostre esperienze di vita dimostrano, della situazione dell’umanità
di oggi e delle sue necessità.
Sappiamo molto bene che il Popolo di Dio rinnova l’impegno
all’alleanza che Dio ha stabilito prima che esso entrasse nella terra
promessa. Nel Deuteronomio (16, 14) troviamo il tema centrale
del capitolo in cui si parla della Festività che il Popolo della
Alleanza deve celebrare: “Dopo ogni festeggiamento il popolo è
istruito…farete festa voi, i vostri figli e le figlie, i vostri schiavi e le
schiave, i leviti, i forestieri, gli orfani e le vedove che abiteranno
nelle vostre città”.
Sarebbe una cosa significativa se scoprissimo anche noi, tutto
il mondo cristiano, quello stesso spirito di festa che i cristiani indonesiani
cercano di riscoprire. È noto d’altra parte che “le delizie
del banchetto celeste saranno date a quelli che hanno fame e
sete di giustizia e che sono perseguitati, perché ‘Dio vi ha preparato
in cielo una grande ricompensa’”. (Mt 5, 12).
La Chiesa di Cristo è la salvezza e il futuro dell’umanità. La
divisione è opera del Male e, di conseguenza, è fallimento del
popolo, che non riuscirà ad essere segno dell’amore.
Non dobbiamo dimenticare che l’ingiustizia non solo ha reso
più pericolosa la divisione sociale, ma ha anche alimentato le divisioni
nelle chiese, che sono giunte al punto di vivere separatamente
per più di mille anni, a volte con fanatismo, odio, senza
preghiera e solidarietà.
Senza dubbio le divisioni esistenti sono causa dell’ingiustizia.
Tutti i cristiani si devono inginocchiare ai piedi della Croce di
Cristo, l’unico modello di amore, di fede, di speranza, di pace e
di unità. L’unico vero amore con cui nessuno altro amore può essere
paragonato. La rivelazione dell’amore sulla Croce di Cristo,
tramite il suo sangue, che ha fondato la Chiesa e la salvato
l’uomo, è l’unica arma spirituale, con la cui grazia possiamo sconfiggere
l’ingiustizia. Dio è Misericordioso, attende la nostra continua
preghiera ogni giorno. Non è sufficiente una volta all’anno
in modo ufficiale per dimostrare la nostra volontà. Unità e giustizia
sono due realtà che arricchiscono la comprensione della comunione
ecumenica e costruiscono una società pacifica e
spiritualmente prospera. La potenza di Cristo perdona, guarisce,
protegge e salva.
Preghiamo perché la nuova Settimana di preghiera per l’unità
dei cristiani del 2019 illumini, tramite lo Spirito Santo, altri fedeli
a diventare diaconi ed evangelizzatori della Volontà di Dio: “che
tutti siano una cosa sola” (Gv 17, 21), generosi discepoli e potenti
testimoni dell’amore, della pace e della solidarietà.
Noi, riconoscendo che il nostro Signore e Dio è bontà e misericordia,
giustizia e verità, possiamo portare il nostro messaggio
che il Signore è la nostra Luce, la nostra Salvezza. Se Dio non
fosse giusto, se Cristo non avesse compiuto la volontà del proprio
Padre, se Dio non avesse amato l’uomo, la sua salvezza sarebbe
stata solo un miraggio. Se l’uomo di oggi non è giusto, se non
compie la volontà di Dio, se non ama il proprio prossimo, è impossibile
raggiungere la Croce del nostro Salvatore, per invocare
da un lato la sua grazia, per combattere l’ingiustizia, mentre dall’altro
per avere la misericordia per purificare le nostre anime e
così riuscire a conseguire l’unità.

APPUNTAMENTI IMPORTANTI

18 gennaio ore 18:30 chiesa delle Carmelitane: i sacerdoti
ortodossi cantano l’Akathistos

19 gennaio ore 15:30 monastero delle Clarisse: Gianfranco
Brunelli e Guido Armellini presenteranno la
ricerca, fatta da “Il Regno” e dalla Caritas
Immigrazione. Il fattore sfiducia degli
italiani. Introduce e modera Piero Stefani.
Con la collaborazione di Caritas e Migrantes
diocesane

22 gennaio ore 18:30 chiesa della Sacra Famiglia: preghiera
guidata dalla Chiesa evangelica battista

24 gennaio ore 18:30 chiesa evangelica battista (via Carlo Mayr
110/a); preghiera guidata dalla Chiesa cattolica

25 gennaio ore 18:45 Cattedrale: preghiera ecumenica di chiusura
della Settimana guidata da Mons. Massimo
Manservigi