Get Adobe Flash player
Home Fogli di collegamento 2014 FOGLIO DI COLLEG dal 7 al 14 dicembre '14

WhatsApp Image 2019-04-28 at 08.54.03

FOGLIO DI COLLEG dal 7 al 14 dicembre '14

COME GIOVANNI BATTISTA

“Inizio del Vangelo, che è Gesù: il Cristo, il Figlio di Dio”. Marco inizia così il suo racconto per ricordarci che la buona notizia del Vangelo è Cristo: Lui deve essere al centro di tutto! Ma come dobbiamo accostarci a Cristo? Due voci gridano nel deserto, a distanza di cinque secoli. La voce gioiosa di Isaia che grida: “Ecco, il tuo Dio viene! Ditelo al cuore di ogni creatura”. Poi la voce drammatica di Giovanni Battista: “Ecco, viene uno, dopo di me...”. Isaia, voce del cuore, dice: “Viene con potenza”, ma subito aggiunge: “Viene con la potenza della tenerezza, tiene sul petto gli agnelli più piccoli e conduce pian piano le pecore madri”. È la potenza che non spaventa, ma che tocca il cuore. Marco presenta Giovanni Battista con le parole del profeta Isaia: “Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Queste parole storicamente fanno riferimento al tempo del ritorno di Israele dalla schiavitù di Babilonia alla libertà della sua terra. Ma il loro senso profondo è in rapporto a Cristo: è Lui la terra promessa e la vera libertà. “Preparate la strada”: perché? Perché l'incontro con Dio esige un orientamento da prendere. Se dentro di noi non c'è l'attesa di Dio; se dentro di noi non c'è la coscienza umile della nostra pochezza... noi non troveremo mai Dio. Solo l'umile arriva a Dio! Per incontrare Dio è necessario cambiare tante strade; è necessario uscire da determinate situazioni, ma soprattutto è necessario cambiare il cuore. Conversione non significa soltanto smettere di peccare, ma qualcosa di più: significa cambiare dal di dentro la vita dell'uomo; significa restituire a Dio il primato. Giovanni è nella condizione ideale per l'incontro con Dio, per questo egli può predicare, può gridare, può rimproverare. E la gente -nota Marco- va dalla città verso il deserto per ascoltare il profeta severo, ma che dice la verità. Il deserto, infatti, è la condizione spirituale ideale per decifrare il mistero della vita. E nel deserto Giovanni dice: “Dopo di me viene uno che è più di me...”. Giovanni non vuole legare la gente a se stesso. Quanto è bello questo atteggiamento e quanto è importante! Giovanni sa che alla gente può solo indicare Colui che è da seguire. Così deve comportarsi il cristiano. Essere missionario del Vangelo non significa attirare la gente a sé, ma a Cristo. Quindi più la comunità cristiana si fa umile davanti a Dio e più riesce ad essere luogo dell'incontro tra l'uomo e Dio. (don Mauro)

 

IL NOSTRO «SI’» NEL «SI’» DI MARIA

Lunedì 8 dicembre è festa grande: solennità dell’Immacolata. La parrocchia si è preparata con nove giorni di preghiera. 
L’Immacolata introduce i cristiani nel modo migliore nel clima dell’Avvento: attendere Gesù con Maria e come Maria.
Tradizionalmente l’8 dicembre è anche il giorno in cui i laici, soprattutto quelli dell’Azione Cattolica, si consacrano al servizio del Vangelo.

Aderire è un atto importante per chi lo compie, è una scelta, insieme è decisivo per l’associazione, ne è l’atto costitutivo. L’Azione Cattolica esiste perché dei laici decidono di associarsi condividendone le linee, lo stile… Ogni anno i soci sono chiamati a rinnovare la propria adesione. Per tutti l’aderire è un nuovo inizio! Lunedì 8 dicembre gli aderenti della nostra parrocchia si ritrovano alla Santa Messa delle ore 10,00 durante la quale il parroco, don Mauro, benedirà le tessere che rappresentano l’impegno e ognuno affermerà la sua scelta di appartenere all’associazione.
Fin dall’inizio della sua lunga storia, l’Azione Cattolica ha rinnovato la scelta di impegno e dedizione alla Chiesa nel giorno della Festa dell’Immacolata Concezione. Ogni anno la Parola ascoltata in quella Celebrazione eucaristica pone l’AC alla scuola del sì di Maria, in cui tutto ci dimostra che nulla è impossibile a Dio se si dà spazio al suo amore. L’adesione, sul modello di Maria, è un “decidersi per”: è una scelta missionaria, quella di portare il Vangelo a chi ha bisogno, testimoniandolo con sollecitudine.
La celebrazione dell’ 8 dicembre è, dunque, la festa dell’identità dell’AC e del suo carisma, una vera e propria scuola associativa: in questo momento simbolico gli aderenti vivono il nucleo centrale delle loro scelte: la scelta religiosa (al centro c’è il Vangelo dell’Incarnazione che si concretizza in Gesù Eucaristia), la scelta unitaria (è uno spazio per tutti dove ciascuno, dai bambini agli anziani, è valorizzato), la scelta associativa (un popolo che si ritrova consapevolmente davanti al Signore con unità di cuori ed intenti, contemporaneamente in tutta Italia)…

Presidente Brancaleoni Maria Francesca

Responsabile donne Baldisserotto Annalisa

Responsabile uomini Venturoli Enrico

Responsabili A.C.R. Spiller Chiara

Responsabili giovani Villani Caterina e Ferrioli Davide

 

PELLEGRINAGGIO A PARMA
In occasione della festa di S. Francesco Saverio

L'impressione è quella di un gemellaggio. Gemellaggio tra i missionari Saveriani di Parma e la nostra parrocchia della Sacra Famiglia. Da parecchi anni una folta rappresentanza di Ferraresi si reca a Parma nel giorno di san Francesco Saverio, il 3 dicembre, per prendere parte alla celebrazione per ricordare il santo patrono delle missioni. Ha dato il via il nostro ex parroco, don Andrea Turazzi, ora vescovo di San Marino. Suo fratello, padre Silvio, è missionario saveriano e si impegna con tenacia, dolcezza e convinzione per aiutare i più poveri e bisognosi in Congo, nonostante sia costretto da moltissimi anni su una sedia a rotelle. Anche in don Andrea, in tutte le sue azioni, vi è uno spirito prettamente missionario. Nella nostra parrocchia si sente ancora questa impronta, che guida e orienta tutti i gruppi alla missionarietà. Il legame che ci unisce ai Saveriani di Parma è forte e continua a rafforzarsi nel tempo. Quest'anno, il 3 dicembre, non solo i Ferraresi (accompagnati anche dal direttore del Centro Missionario Diocesano don Emanuele Zappaterra) hanno partecipato alla celebrazione solenne, ma anche una delegazione della diocesi di San Marino- Montefeltro, guidata dal vescovo mons. Andrea Turazzi, che ha presieduto la cerimonia. La celebrazione è stata molto suggestiva e riesce ogni anno a commuoverci, per la presenza di molti missionari anziani o ammalati, che hanno donato tutta la loro vita per coloro che, come dice papa Francesco, vivono nelle periferie del mondo. Erano presenti anche numerosi fedeli e il coro multietnico che ci ha aiutati ad entrare nello spirito missionario.
È stato bello l'incontro tra i due gruppi che hanno fraternizzato in pieno spirito evangelico sotto lo sguardo vigile, accogliente e rassicurante di mons. Andrea Turazzi e del dolcissimo padre Silvio.
La novità di quest'anno è stata la visita, doverosa e condivisa, alle Missionarie di Maria, le Saveriane, a Villa Bottego , impegnate in molte parti del mondo, tra cui anche in Congo e in Burundi, dove a settembre tre di loro, suor Bernardetta (79 anni), suor Olga (83 anni) e suor Lucia (75 anni), hanno donato la loro vita per diffondere il Vangelo. Non c'era turbamento tra le suore, che certamente sono rimaste molto colpite dal fatto sconvolgente, ma un ricordo vivo e un insegnamento ammirevole di come la nostra vita deve essere spesa e donata anche per coloro che osano tanta violenza. Per chiudere, ricordiamo il canto amato da suor Olga: “Ho udito il Signore che diceva: “Chi manderò?” Ho detto al Signore con gioia “Se vuoi, manda me”. Va', parla al mio popolo, va', pasci il mio gregge, va', dona la vita”. I due gruppi si sono separati dopo uno scambio di promesse e un sentito desiderio di nuovi incontri fraterni.      Adriana Polito