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Home Fogli di collegamento 2014 FOGLIO DI COLLEG dal 19 al 26 ottobre '14

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FOGLIO DI COLLEG dal 19 al 26 ottobre '14

LA POTENZA LIBERATRICE DEL VANGELO

Dio al primo posto, Gesù Cristo conosciuto e amato da tutti, che tutti trovino in Lui vita, dignità, salvezza piena... Sono gli obiettivi della Chiesa, che oggi celebra la Giornata Missionaria Mondiale. La missione, infatti, ha questo scopo: proporre a tutti gli uomini il Vangelo, che è la novità di vita in Gesù Salvatore. È questo il migliore servizio che la Chiesa offre al mondo. In mezzo a difficoltà, ristrettezze di personale e di beni, persecuzioni e martirio, da sempre i missionari -laici, preti, suore- camminano accanto ai popoli per scoprire assieme a loro i segni della presenza amorosa di Dio e per spargere nel mondo la novità di Gesù. È una proposta di vita: non una imposizione, ma un dono offerto alla libera adesione di quanti lo accolgono. Priorità di Dio, salvezza in Gesù Cristo, libertà umana. Sono linee della missione della Chiesa, che la preghiera della Chiesa mette in evidenza, rivolgendosi al Padre. Al tempo stesso oggi preghiamo perché finalmente “l’umanità intera riconosca Te solo come unico Dio”. E’ solo la Parola di Dio che può gettare luce nuova sui rapporti fra religione e stato, fra Vangelo e politica, missione e libertà religiosa, fede e libertà di coscienza, Chiesa e governi. Sono rapporti delicati e complessi, che toccano da vicino il lavoro dei missionari. In particolare, la libertà religiosa richiede la proposta missionaria del Vangelo in vista di una libera scelta personale. Gesù, nel Vangelo di oggi, smonta la trappola tesagli da farisei ed erodiani sul tema scabroso delle tasse da pagare all’imperatore di Roma. Gesù distingue fra autorità politica-umana e l’autorità suprema di Dio. La risposta di Gesù sancisce l’autonomia delle due sfere di azione, umana e divina, rivendicando la priorità di Dio, dal quale tutti gli esseri ricevono vita, destino, senso. Una sana autonomia esige chiarezza di ruoli, rispetto mutuo, collaborazione nella complementarietà, evitando sia le confusioni di un sistema teocratico, come pure le evasioni di uno spiritualismo intimista. Il posto prioritario dato a Dio nella vita delle persone e negli avvenimenti della storia motiva la missione della Chiesa lungo i secoli. In questo ottobre missionario, siamo nuovamente invitati ad accogliere e sostenere con cuore grato i missionari del Vangelo, che scelgono di “far causa comune” (San Daniele Comboni) con e a favore dei più abbandonati della terra. Nonostante tutti i rischi. Per fedeltà a Cristo e al Suo Vangelo!

88ª GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

La Giornata missionaria Mondiale si celebra, come sempre, la penultima domenica di ottobre. Quest'anno sarà celebrata domenica 19, giorno in cui si raggiunge l'apice del ricordo della responsabilità missionaria di tutti i battezzati. Non sarà un momento di chiusura , passato il quale torneremo a fare come sempre le nostre attività pur grandi e lodevoli ma talora lontane dall'idea missionaria , ma segnerà il momento di partenza del nuovo anno pastorale nella consapevolezza del significato della nostra essenza più profonda, solleciterà la comunità cristiana e ogni credente a un profondo rinnovamento interiore e a un recupero della vocazione battesimale–missionaria, a guardare il mondo con uno stile veramente cattolico, assumendo le proprie responsabilità e mettendo da parte ogni desiderio di chiusura e ogni tentazione di emarginazione pastorale.

Il nostro stile cristiano sarà quello suggerito da Papa Francesco, cioè seguiremo Gesù con gioia, secondo il suo stile, che non è lo stile del mondo, ma adoperandoci in ogni cosa per dar vita agli altri, con generosità e umiltà.

Il tema di quest'anno è “Periferie Cuore della Missione”. Con il termine periferie il Papa vuole indicare sia quelli che vivono in luoghi lontani, nell'abbandono e nella miseria, sia tutti quelli che soffrono vicino a noi, ma vengono ignorati, non sono calcolati, sono lasciati ai margini della società. Per fare spazio a loro bisogna che ci rendiamo disponibili che ci guardiamo attorno che offriamo la nostra vita (intesa come tempo) a loro. Non possiamo abbandonare i nostri fratelli, siano essi cristiani, di confessioni diverse o non credenti, bisogna che andiamo incontro a loro, che apriamo il nostro cuore e ci rendiamo disponibili come si fa in tutte le famiglie.

Quest'anno la Giornata Missionaria Mondiale ha un sapore tutto particolare, coincide con l'evento della beatificazione di Papa Paolo VI, di cui , in relazione a tale giornata, ricordiamo le seguenti parole: “(Questa Giornata) rende visibile per mezzo della carità fraterna l'Amore invisibile del Padre che è nei Cieli(....) spettacolo della carità che in tutto il mondo, per mezzo delle diocesi, delle parrocchie, delle organizzazioni, delle varie iniziative, unisce i cristiani al sacrificio quotidiano, alle fatiche apostoliche e ai meriti dei missionari”

Ricordo che tutte le offerte di carità che vengono donate in questa giornata vanno a favore delle Chiese missionarie più giovani e povere, attraverso le Pontificie Opere Missionarie, a cui sono devolute.

 

IL GRUPPO MISSIONARIO INCONTRA 2 SUORE MISSIONARIE

In questo mese di ottobre non poteva mancare un incontro con qualche missionario che svolge il suo mandato nelle terre lontane. Il gruppo missionario ha approfittato della presenza di due suore per invitarle alla riunione del 14 ottobre: suor Emma, che spende la sua vita nella Repubblica Centroafricana e suor Irenea, che attualmente è impegnata in Argentina ma che si è spostata più volte nei Paesi latino-americani a seconda delle necessità del momento. Sono due suore sorridenti, soddisfatte e innamorate della vita che hanno scelto, che si donano con grande generosità per diffondere il Vangelo nonostante la loro non sia una vita facile.

A loro viene chiesto di parlare delle periferie, tanto care a Papa Francesco. E chi meglio di loro può presentarci le povertà, le difficoltà con le quali convivono? Suor Emma vive in un villaggio, collegato con altri piccoli villaggi, serviti da 40 cappelle e da tre sacerdoti. I catechisti, che vengono formati sul posto, sono di grande aiuto e di esempio per le famiglie. Vivono in un centro di formazione. Il problema più comune è l'analfabetismo, che le suore cercano di debellare. Ma il pericolo più grande è quello delle incursioni di bande armate che compiono razzie e uccidono per ottenere quello che vogliono. La loro più grande soddisfazione è vedere un gran numero di adulti e di bambini, che, dopo una preparazione triennale, ricevono il battesimo: è un giorno di grande festa. Questo avviene a Natale e a Pasqua, in cui il vescovo, oltre al battesimo, somministra la Cresima e la Comunione. L'aiuto per superare i molti momenti difficili e faticosi viene soltanto dalla preghiera individuale e comunitaria e con la contemplazione della natura (grande opera di Dio)

Suor Irenea (tradotto in italiano significa Pace, ci tiene a precisare) opera in un Paese completamente diverso, in Argentina, nelle baraccopoli, che definisce tremende. E anche lì c'è gente ugualmente povera e dimenticata. Il territorio della sua missione è molto grande ma i sacerdoti sono presenti solo la domenica. Suor Irenea e le altre missionarie si impegnano per formare catechisti che, una volta terminata la scuola, possono aiutare a tenere incontri di preghiera nelle famiglie. È difficile fare catechismo perché c'è il grosso problema delle sette. Qui quasi tutti hanno la Bibbia ma non hanno un grande fervore religioso. Lo Stato anziché sostenere le missioni le ostacola. Suor Irenea, in perfetta armonia con l'Evangelii Gaudium si dichiara fortemente desiderosa di tornare fra gli “ultimi”.

La cosa positiva è che tra i poveri c'è molta solidarietà: si aiutano tra di loro. Forse l'egoismo cresce con la ricchezza?