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Home Fogli di collegamento 2014 FOGLIO DI COLLEG dal 14 al 21 settembre '14

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FOGLIO DI COLLEG dal 14 al 21 settembre '14

LA FOLLIA DELLA CROCE: AMORE DA ESALTARE

Una felice coincidenza di calendario ci porta oggi a celebrare la festa dell’ Esaltazione della Santa Croce, sulla quale Gesù è stato inchiodato. Storicamente, questa festa è nata con il ritrovamento della Croce di Gesù a Gerusalemme e la costruzione, sul luogo della Passione, della Basilica, fatta da Costantino. La Croce era lo strumento di tortura che non aveva nulla di esaltante, anzi era il supplizio più ignominioso ed umiliante riservato agli schiavi e ai delinquenti. Essere condannati alla morte di croce era la più grande vergogna, che non veniva inflitta neppure ai cittadini romani; era una vera e propria maledizione. Ma da quando il Figlio di Dio vi è salito sopra, è diventato lo strumento più prezioso e più determinante per la storia dell'umanità, unico baluardo di salvezza per ogni uomo e ogni donna che recupera così il suo straordinario destino di gloria e figliolanza divina. Quindi se c'è uno strumento che va esaltato al massimo è proprio la Santa Croce. La croce: “follia per i giudei, stoltezza per i pagani”. Oggi come ieri. E' chiaro che la croce non piace a nessuno e neanche a Gesù Cristo (“Padre, se possibile allontana da me questo calice”), ma è l'argomento più convincente anche per i non cristiani, per provare che Colui che moriva in croce era Figlio di Dio. Quale uomo avrebbe perdonato i suoi aguzzini in pieno supplizio? E quale uomo, avendone i poteri, non sarebbe sceso da quel patibolo, come l'invitavano a fare? Ma il Figlio di Dio ha consumato l'intero sacrificio, non perché la morte l'avesse vinto, ma per dimostrare che avrebbe trionfato anche sulla morte con la sua risurrezione. Ecco l'argomento più convincente: ogni uomo muore, ma c’è chi la morte l'ha vinta! E chi ha vinto la morte non può che essere il Signore della vita. Gesù, il crocifisso, è il Signore della vita, il vivente  oggi e sempre! Egli cammina con noi e porta anche le nostre croci. Quando un uomo muore e poi risorge, siamo sicuri che non è più solo un uomo, ma è Dio! Ecco dunque perché la Croce va esaltata, perché solo la Croce è strumento di salvezza. E va adorata con infinita riconoscenza e amore per Gesù Crocefisso. “Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua”. La croce pesa e ne faremo volentieri a meno. Proviamo ad abbracciarla, ad amarla e tutto cambierà. Infatti se la croce la subiamo o la trasciniamo, essa finirà per schiacciarci, ma se la abbracciamo sarà essa stessa a portarci. (don Mauro)

 

“DISSETATI ALLA SORGENTE”
 Linee guida per l’anno pastorale 2014-2015

Lunedì 8 settembre un nutrito numero di persone, in rappresentanza di tutta la comunità parrocchiale, si è ritrovata per riflettere e programmare il nuovo anno pastorale. Ci siamo chiesti: quale via intraprendere per ripartire anche quest’anno con slancio e motivazione? Quale deve essere il nostro “punto forza” per essere veramente quella “comunità” (essere “Sacra Famiglia”) che Gesù vuole, comunità che ha ben chiaro che la sua identità la si trova nelle parole di Gesù “Siate uniti perché il mondo creda”? (Gv 17, 21). Cosa è necessario per noi se vogliamo proseguire in quello “sforzo missionario” che questa parrocchia ha scelto come impegno pastorale per i prossimi anni?
La questione più seria: la fede in Gesù e la sua sequela
Siamo partiti da una icona biblica: la chiamata degli apostoli secondo Marco. L’evangelista ci presenta la chiamata in modo diverso dagli altri evangelisti: accentua in maniera tutta speciale il rapporto tra Gesù e quelli che volle chiamare a sé. Indica il fine per cui sono stati scelti con due espressioni collegate tra di loro: “ne costituì dodici perché stessero con Lui” e aggiunge poi “e anche per mandarli a predicare”. Risulta che la chiamata, non solo per gli apostoli, ma anche per i cristiani, ha come scopo primario “lo stare con Lui”, uno stare permanente insieme a tutti i chiamati, che liberamente “vanno da Lui”. Cristo ci ha chiamati prima per se stesso, per un’amicizia ed una comunione strettissima con la sua persona e, nello stesso tempo, ci ha chiamato a fere gruppo, comunità attorno a Lui. Curare, sentire, vivere la comunione in parrocchia è la via privilegiata per stare con Cristo e mettere al centro della nostra vita la sua persona, il suo amore. “Stare con Gesù!”. Non può esserci nuova evangelizzazione e missione se prima non si è uomini nuovi, trasformati interiormente e continuamente dall’incontro con Lui.
Stare per andare. Stare alla sua presenza per essere da Lui arricchiti ed andare a parlare a tutti di Lui...
Per una vita comunitaria vera e per la missione, pertanto, è necessario recuperare “uno spirito contemplativo perché la prima motivazione dell’evangelizzazione è l’amore di Gesù che abbiamo ricevuto, l’esperienza di essere salvati da Lui che ci spinge ad amarlo sempre di più. Però, che amore è quello che non sente della necessità di parlare della persona amata, di presentarla, di farla conoscere?” (Evangelii Gaudium 264)
“Stare con Gesù. Rimanere con Lui”. Ma come rimanere? Chiusi in noi stessi o nella nostra parrocchia? No! “Rimanere con Gesù, rimanere e godere della sua compagnia per essere annunciatori e suoi testimoni… E’ dall’incontro con Colui che è la nostra vita e la nostra gioia che la nostra testimonianza acquista ogni giorno nuovo significato e nuova forza” (Papa Francesco all’Azione Cattolica Italiana, 2 maggio 2014).

                                                      

CANTA QUESTA CANZONE!
Si è conclusa con la messa di domenica 7 settembre la 3Giorni dei ragazzi. Oltre 130 i partecipanti seguiti da una quarantina di animatori. Emozioni a non finire…

C'eravamo lasciati con il direttore d'orchestra pronto con la bacchetta in mano a dare il via. Ci ritroviamo oggi a concerto terminato... è stato sicuramente un successo, per la comunità, per i bambini e per noi giovani.
3Giorni di gioia e di festa, a volte bagnati dalla pioggia che non ha scoraggiato i 130 bambini presenti e tutti gli educatori. Pioggia subito sin dalle iscrizioni, ma subito dopo come ogni mattina ci siamo messi in silenzio ad ascoltare Gesù e a pregare tutti assieme. Ed ecco che tornava a risplendere il sole fuori ma anche dentro di noi.
Poi le nostre giornate sono proseguite in una full-immersion nel mondo musicale, fra generi musicali, strumenti, band, compositori, il tutto giocando! E quindi i giochi, le squadre, la suspence nell'attendere i punteggi delle sfide, il pranzo tutti assieme, i sorrisi degli amici, il tifo degli educatori e la bellezza della musica.
Non sono mancati momenti speciali, come la caccia agli ingredienti, in giro per le vie del quartiere a raccogliere generi alimentari e neanche la pioggia è riuscita a fermare i nostri bambini. Alla fine sono stati raccolti 600kg di alimenti, usati in minima parte dalle mamme più volenterose per preparare le torte(160!) per la festa e il resto donati alla Caritas parrocchiale assieme alle torte non consumate durante la festa. Così come la caccia al tesoro, momento clou della manifestazione, di corsa per cercare la guest star che era stata rapita! E al termine non ci siamo fatti mancare anche una piccola, ma bella sorpresa con l'AVIS provinciale che ha deciso di sostenerci offrendo ai bambini una piccola lotteria per poter dare alcuni premi e anche gadget per tutti. Dopo è rimasto il tempo solo per la festa finale, le premiazioni, la gioia, la soddisfazione di tutti e la squadra vincitrice che ha alzato al cielo la coppa 3Giorni...
Infine domenica mattina tutti assieme a colorare la nostra chiesa nella S.Messa con il gran finale cantando tutti assieme.
Fondamentali sono stati i nostri educatori davvero instancabili, vero motore della 3Giorni, un GRAZIE grandissimo per tutti i pomeriggi spesi nella preparazione, per l'impegno e per essere stati veri angeli custodi di tutti i bambini. GRAZIE, SIETE SPECIALI!
Ora si chiude il sipario e inizia l'attesa per il prossimo anno, per scoprire dove sarà ambientata la 3Giorni 2015!