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Home Fogli di collegamento 2014 FOGLIO DI COLLEG dal 21 al 28 settembre '14

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FOGLIO DI COLLEG dal 21 al 28 settembre '14

I NOSTRI PENSIERI E QUELLI DI DIO

“I miei pensieri non sono i vostri pensieri e mie vie non sono le vostre vie”. La parabola di Gesù ce ne offre un esempio. Un padrone chiama operai a lavorare nella sua vigna a diverse ore del giorno. Alla fine della giornata incomincia a pagare gli ultimi arrivati anziché i primi. Già questo sorprende, ma la vera sorpresa è che il padrone dà a tutti la stessa paga. Non è giusto, dicono gli operai della prima ora: una sola ora di lavoro non merita la stessa paga di un'intera giornata! Dio chiama ad ogni ora, quando crede e come crede. Il momento in cui arriva la chiamata, se presto o tardi, non ha importanza. Importante è essere pronti, rispondere alla propria chiamata quando giunge. Inoltre, il padrone incomincia a pagare gli ultimi anziché i primi: «I primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi». Il Regno rovescia le posizioni capovolgendo le gerarchie di valori che l'uomo si è costruito. Dio ha un metro diverso, preferisce gli ultimi ai primi, i peccatori ai giusti arroganti, gli umili ai sapienti. Ma questi sono semplicemente pensieri di contorno. Il centro della parabola sta nel fatto che gli ultimi furono pagati come i primi. La giustizia di Dio è completamente diversa dalla nostra! C'è però anche dell'altro: gli operai della prima ora si lamentano perché sono convinti – nel loro intimo – che lavorare nella vigna sia una fatica e basta, non una fortuna e una gioia. E così si lamentano e reclamano una differenza. La loro lamentela mostra che non hanno capito nulla del Vangelo di Dio: sono sì dei fedeli osservanti, ma non hanno compreso che l'obbedienza al Signore è il centuplo. Sono cristiani osservanti che però applicano a Dio lo schema del comportamento dell'uomo: tanto di lavoro, tanto di paga. Di fronte alle rimostranze degli operai, Dio spiega le sue ragioni. Se lui, il padrone, agisce come agisce, non è perché trascura chi ha lavorato di più, ma perché ama anche gli ultimi. Non è violata la giustizia (il padrone dà ai primi chiamati quanto è stato pattuito!), ma la proporzionalità. Lo spazio dell'agire di Dio è quello largo della bontà non quello ristretto del "tanto-quanto". Il Dio del Vangelo non è senza la giustizia, ma non si lascia imprigionare nello spazio ristretto della proporzionalità. All'uomo la proporzionalità sembra essere una legge intoccabile, ma questo non vale per Dio. Se vogliamo sporgerci sul mistero di Dio, certo dobbiamo liberarci dalla logica umana!

 

IL SALUTO DELLA SACRA FAMIGLIA ALLA CARA SUOR ERCILLA

CHE TORNA NELLE FILIPPINE CON L’INCARICO DI SUPERIORA GENERALE

 

Qualche anno fa nella nostra parrocchia si è inserita una piccola comunità di suore composta da suor Ercilla, suor Ameline, suor Asteria. La loro presenza in mezzo a noi in tutti questi anni può essere racchiusa nella bellissima immagine evangelica della Visitazione di Maria a Elisabetta. La loro presenza in mezzo a noi ha tutto il sapore di quella visita; «Maria con il suo sì ha portato Gesù dentro e fuori di sé, perché lo Spirito Santo potesse far sussultare il Figlio di Dio ancora in gestazione nell’altro». Come Maria le nostre sorelle sono state solerti e docili alla chiamata del Signore e sono state attente alle indicazioni dello Spirito, che le ha indirizzate nel cuore della Sacra Famiglia, nel cuore delle famiglie e, soprattutto, nel cuore dei bambini. «Come Maria verso Elisabetta di corsa, in salita e senza indugio per accogliere e chinarsi verso chi è già abitato dal Signore, in attesa solo di qualcuno che lo renda consapevole del dono gratuito di Dio». Ammirevole lo sforzo da parte loro di imparare la nostra lingua. Prezioso il loro servizio nella scuola materna. Ogni mattina i nostri bambini sono stati accolti con il loro “buongiorno” speciale. Premurose nella cura della chiesa in tutte le funzioni liturgiche. Hanno accolto le confidenze di tanti di noi. Questa piccola comunità di suore, nel cuore di via Bologna, vive inserita nella vita della gente e, condividendo sofferenze, gioie, difficoltà, aspirazioni, si sono inserite nella missione di Gesù che visita il suo popolo. Eppure, suor Ercilla, la madre superiora, la prossima settimana dovrà lasciare la nostra chiesa per rispondere ancora una volta alle indicazioni dello Spirito, per rispondere a una nuova chiamata del Signore. Infatti, nel mese di luglio è stata eletta madre generale di tutto l’ordine, pertanto dovrà tornare nelle Filippine. Nella nostra comunità suor Ercilla ha svolto un apostolato silenzioso, in punta di piedi, ma carico di sorrisi e di dolcezza. È entrata nei nostri cuori con discrezione e amore; ora andrà via con il sostegno e le preghiere di tutta la nostra parrocchia.
È nostro desiderio pregare il Signore perché la sostenga in questa nuova avventura e la protegga sempre; è nostro desiderio ringraziare il Signore per avercela donata in questi anni, per aver avuto la possibilità di conoscerla. Per tutto quanto suor Ercilla ha compiuto alla Sacra Famiglia la parola «grazie» non è sufficiente, ma forse non esiste altro termine per descrivere la gratitudine che nutriamo tutti per lei. Desideriamo, quindi, accompagnare la nostra sorella con alcuni versi del poeta Antonio Machado :

Tutto passa e tutto rimane

però il nostro è passare tracciando sentieri sul mare.

Mai ho cercato la gloria,

né di lasciare il mio canto

alla memoria degli uomini;

io amo i mondi lievi,

sottili, gentili

come bolle di sapone …

Mai ho cercato la gloria.

Viandante, sono le tue impronte

il cammino e nulla più;

Viandante non c’è un cammino

la via si fa con l’andare …

Camminando si fa il cammino

e girando indietro lo sguardo

si vede il sentiero

che mai si tornerà a calcare.

 

Viandante non c’è una via

Ma scie sul mare.

Perché chiamare cammini

i solchi del caso?

Tutto quello che cammina va

come Gesù, sopra il mare.

Viandante, sono le tue impronte

il cammino e nulla più;

Viandante non c’è un cammino

la via si fa con l’andare;

camminando si fa il cammino


 e girando indietro lo sguardo


 si vede il sentiero che mai


 si deve tornare a calpestare.


 Viandante non c'èun cammino


 ma stelle nel mare ...