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60° anniversario Sacra Famiglia

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Il «TARAXACUM OFFICINALE...»
Un simbolo ed una metafora per la nostra parrocchia che ricorda il 60° anniversario della consacrazione della sua chiesa

In realtà, non una torta con 60 candeline, ma il “taraxacum officinale” (ovvero il “soffione”) è l’immagine che, più di tutte, dice lo spirito col quale si vuole vivere il 60° anniversario della nostra chiesa della Sacra Famiglia. L’inflorescenza campestre che diffonde nell’aria il suo polline esprime la vocazione missionaria della parrocchia nel mondo che cambia (anzi, che è già cambiato!). Basta un soffio leggero ed il fiore si apre e si spande. E’ la seconda volta che il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha messo a tema l’argomento. Due gruppi di studio hanno elaborato proposte, ovviamente da vedere insieme e aperte alla fantasia di tutti. Il primo gruppo ha disegnato sulla mappa della parrocchia, un territorio molto vasto (troppo!), delle aperture (non dei confini!); quasi spontaneamente si è pensato di chiamarle “basi missionarie”. Si tratta di altrettante porte aperte della parrocchia sul quartiere. Le “basi missionarie” aiuteranno i parrocchiani ad essere lievito e sale nel loro ambito normale di vita, ad esprimere ascolto ed accoglienza, ad essere presenza capillare con lo stile della testimonianza nell’incontro a tu per tu. Il secondo gruppo ha focalizzato alcuni obiettivi; il primo: non bruciare il 60° in un fatto celebrativo, ma valorizzarlo come testimonianza. La data della consacrazione della chiesa è il 29 novembre, ma già dalla prossima Pasqua potrebbe iniziare il tempo della preparazione e prolungarsi dopo il 29 novembre fino alla Pasqua del 2013. Non mancheranno eventi straordinari, ma l’idea prevalente è di vivere iniziative e “fatti di ordinaria pastorale” nella prospettiva della missione, ovvero, fuori dal chiuso degli ambienti parrocchiali e nel comune desiderio di condividere il vangelo con tutti.


Quest'anno ricorre il 60° anniversario della fondazione della parrocchia della Sacra Famiglia, in concomitanza con l'indizione da parte del Papa Benedetto XVI dell'Anno della fede, attraverso la Lettera apostolica, in forma di motu proprio, Porta fidei, con la finalità di "rafforzare la nostra fede in Lui e per annunciarLo con gioia all'uomo del nostro tempo". E' nostro desiderio vivere questo anno di festa per la nostra parrocchia come un' opportunità affinché sempre più la Sacra Famiglia sia "porta della fede", che spalanca le braccia, lo sguardo e il cuore verso ogni uomo. Lo stile che vogliamo assumere è quello della vera e propria "missione" nelle strade del quartiere. Una porta della fede che si spalanca non soltanto per accogliere le persone all'interno della chiesa, ma che faccia uscire dalle sue mura sicure i cristiani per incontrare tutti. Questo è lo stile della "nuova evangelizzazione" che ha come nuove frontiere, non luoghi lontani, ma i più prossimi. Gli obiettivi che ci suggerisce lo Spirito sono quelli di saper accostarci in maniera non invadente a chi è rimasto fuori dalla Chiesa, ma in punta di piedi, con l'orecchio attento a cogliere in ogni uomo il silenzioso cammino di ricerca di Dio. In ogni contesto sociale emerge ormai, in maniera sempre più evidente, che gli uomini rimangono fuori dalle porte della Chiesa più come forma di distacco verso di essa che non per un reale distacco da Dio. In definitiva, vorremmo dar voce a tutto il popolo di Dio che sta fuori dalle nostre porte, disponendoci in atteggiamento di vero ascolto di ogni istanza, di ogni posizione, di ogni sofferenza. In questo anno proveremo a non imporre una catechizzazione per cedere il passo all'evangelizzazione, vale a dire trasmettere nel dialogo la nostra esperienza di fede. Vogliamo essere donne e uomini capaci di trasmettere l'esperienza di Gesù in noi, quello stesso "Gesù che ispirava sogni di vita e suscitava desideri di cambiamento". L'immagine che meglio descrive questo stile di apertura verso l'esterno è il flos taraxacum officinalis, meglio conosciuto come tarassaco e più comunemente chiamato "soffione". Come da questo semplice fiore si alzano in volo tante piume leggere, piccoli semi di vita, che formano il singolo fiore, così la nostra chiesa, unita nell'unica radice che è Gesù, al soffio dello Spirito Santo si irradia e va a posarsi silenziosamente in ogni zona, in ogni via, in ogni casa, in ogni cuore, lasciando semi di speranza, di amore, perché là dove abita l'uomo, abita Dio. In questo viaggio che, quest'anno, ogni credente è chiamato a compiere, non ci lasciamo mai vincere dall'ansia del successo, della finalità dichiarata, perché nel termine stesso di missione c'è già tutto il fallimento e lo scandalo di una morte in Croce e che ha dato, con la Resurrezione e la Pentecoste, un nuovo senso al termine di salvezza e di vittoria. Concludo con le parole del cardinale Carlo Maria Martini: "Lo Spirito Santo va avanti a noi, lavora più di noi, meglio di noi; ci accompagna e ... passa dopo di noi, completando quanto noi non siamo stati in grado di realizzare in pienezza ". (Sabrina De Maddis)