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VI DARO' UN CUORE NUOVO

VI DARÒ UN CUORE NUOVO, METTERÒ DENTRO DI VOI UNO SPIRITO NUOVO”
(Ezechiele 6,26)


 

Il cuore fa pensare agli affetti, ai sentimenti, alle passioni. Per l’autore biblico però è molto di più: assieme allo spirito è il centro della vita e della persona, il luogo delle decisioni, dell’interiorità, della vita spirituale. Il cuore di carne è docile alla parola di Dio, si lascia guidare da essa e formula “pensieri di pace” verso i fratelli. Il cuore di pietra è chiuso in se stesso, incapace di ascolto e di misericordia.

Abbiamo bisogno di un cuore nuovo! Le violenze, le corruzioni, le liti, le maldicenze, i rancori, i dissidi … nascono da cuori di pietra che si sono chiusi al progetto di Dio. Se ci guardiamo dentro con sincerità, non ci sentiamo forse anche noi mossi da desideri egoistici? È sempre l’amore a guidare le nostre decisioni? È l’amore il bene che ci muove verso gli altri?

Osservando questa nostra povera umanità, Dio si muove a compassione. Egli, che ci conosce meglio di noi stessi, sa che abbiamo bisogno di un cuore nuovo. Lo promette al profeta Ezechiele, pensando non soltanto a singole persone, ma a tutto il suo popolo. Il sogno di Dio è ricreare una grande famiglia di popoli informata dalla legge dell’amore reciproco. La nostra storia ha più volte mostrato che da un lato, da soli, siamo incapaci di adempiere il suo progetto, dall’altro Dio non si è mai stancato di rimettersi in gioco, fino a prometterci di darci Egli stesso un cuore e uno spirito nuovi. Adempie in pienezza la sua promessa, quando manda il suo Figlio sulla terra e infonde il suo Spirito nel giorno di Pentecoste. Ne nasce una comunità – quella dei primi cristiani di Gerusalemme –, icona di un’umanità, caratterizzata da “un cuore solo e un’anima sola”.

Avere un cuore rinnovato, capace di amare, è indispensabile per essere quella “Chiesa in uscita” che desidera incontrare le persone, anzi, che le va a cercare per evangelizzarle, per far conoscere loro Gesù. La Quaresima, che sta per cominciare, ci dà l’occasione di un cammino di conversione per arrivare al cambiamento del nostro cuore. Nel tempo quaresimale, infatti, la Chiesa ci rivolge due importanti inviti: prendere più viva consapevolezza dell’opera redentrice di Cristo; vivere con più impegno il nostro Battesimo.

La consapevolezza delle meraviglie che il Signore ha operato per la nostra salvezza dispone la nostra mente e il nostro cuore ad un atteggiamento di gratitudine verso Dio, per quanto Egli ci ha donato, per tutto ciò che compie per noi. Da qui parte la nostra conversione: essa è la risposta riconoscente al mistero stupendo dell’amore di Dio. Quando noi vediamo questo amore che Dio ha per noi, sentiamo la voglia di avvicinarci a Lui: questa è la conversione.

Vivere fino in fondo il Battesimo – ecco il secondo invito – significa anche non abituarci alle situazioni di male e di miseria che incontriamo. C’è il rischio di accettare passivamente certi comportamenti e di non stupirci di fronte alle tristi realtà che ci circondano. Ci abituiamo al male come se fosse una cosa normale. La Quaresima giunge a noi come tempo provvidenziale per cambiare rotta, per recuperare la capacità di reagire di fronte alla realtà del male che sempre ci sfida. La Quaresima va vissuta come tempo di conversione, di rinnovamento personale e comunitario mediante l’avvicinamento a Dio e l’adesione fiduciosa al Vangelo. In questo modo ci permette anche di guardare con occhi nuovi ai fratelli che incontriamo quotidianamente. Per questo la Quaresima è un momento favorevole per convertirci all’amore verso Dio e verso il prossimo; un amore che sappia fare propri gli atteggiamenti di gratuità e di misericordia del Signore.

Le meditazioni ai Vangeli delle domeniche di Quaresima, proposte da questo libretto, vogliono aiutarci a fare nostri gli atteggiamenti di Gesù, per assumere quello stile suo particolare con il quale andava incontro alle persone. Cogliamo l’occasione di questa Quaresima per una vera conversione del cuore per andare verso tutti con questo nuovo esercizio di responsabilità. “Chiesa in uscita”, così, non sarà semplicemente uno slogan, ma il vivere la nostra missionarietà con lo stile di Gesù.

Libretto con meditazioni