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Parrocchia Sacra Famiglia Ferrara

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DOMENICA 4 MAGGIO ORE 11.30 LA COMUNITA’ SALUTA
DON ENRICO
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Dal  Vangelo  di Giovanni  11, 1-45

 

Quando furono vicini a Gerusalemme presso Betfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli dicendo loro: “Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina legata e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me… I discepoli andarono e fecero come aveva detto loro Gesù… La folla che lo precedeva e lo seguiva, gridava: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna”.

  

GRANDE MISTERO D’AMORE

Con questa domenica si conclude il tempo quaresimale. Il viaggio di Gesù, iniziato dalla Galilea, sta per terminare. Diverse sono state le tappe del Suo cammino: il deserto delle tentazioni, il monte Tabor della Trasfigurazione, l’antico pozzo di Sicar, la piscina di Siloe dove avviene la guarigione del cieco nato e Betania dove abitava Lazzaro con le sue sorelle. L’ultima tappa, ci dice il Vangelo, è a Betfage, sul monte degli ulivi. Ma c’è ancora un ultimo tratto di strada da fare, quello che da lì lo porterà a Gerusalemme dove si compiranno per Lui i giorni della passione e morte. D’altra parte per questo Egli è venuto! E anche noi oggi, con i rami di ulivo stretti tra le meni, ci incamminiamo con la folla ed i discepoli per varcare le mura della città santa ed accompagnare Gesù con il canto esultante del Salmo: Osanna! Gesù entra in Gerusalemme, in modo nuovo rispetto alle altre volte. Manda avanti due discepoli perché procurino per Lui una cavalcatura. Il Messia, che fino a quel momento era nascosto, “prende possesso” della città santa e del Tempio, rivelando così la sua missione di vero pastore di Israele. Gesù si rivela in modo definitivo al suo popolo: Egli è il Re atteso, il Figlio di Davide, il Benedetto da Dio, l’inviato che viene nel nome del Signore. Ancora una volta risponde al “grido” di Osanna della gente. Osanna, per la lingua ebraica, è richiesta di aiuto; esprime quel bisogno di salvezza e di aiuto che la gente sentiva e sente. Finalmente arriva il Salvatore. Gesù entra in Gerusalemme -ed oggi tra noi- come colui che può farci uscire dalla schiavitù per renderci partecipi di una vita più umana, da figli di Dio. Il suo amore per l’uomo è tale che è disposto a salire sulla croce, cioè a consegnare tutto di sé, ad offrire la sua vita. E’ disposto a pagare di persona. Gesù sceglie la croce, ed anche quando viene provocato dalla gente -“scendi dalla croce se sei Figlio di Dio”-, Lui rimane lì, si fa uno con la croce di ogni uomo, di ogni tempo. Sulla croce non c’è miseria umana, agonia, passione, flagellazione, abbandono… che Gesù non raggiunga direttamente. Gesù sulla croce dice ad ogni uomo: eccomi, ci sono, non sei solo! Questo è il grande mistero d’amore che la domenica delle palme ci offre. Forse adesso comprendiamo di più perché questa settimana non è come tutte le altre, ma è la SETTIMANA SANTA! (don Mauro)

  

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