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Parrocchia Sacra Famiglia Ferrara

 DOMENICA DI PENTECOSTE


Dal Vangelo secondo Giovanni(15, 26-27. 16, 12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. 
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché 
non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


QUEI MIRACOLI DELLO SPIRITO SANTO

Oggi la chiesa celebra la festa di Pentecoste, parola greca che signi-fica cinquantesimo giorno. Si celebrano, infatti, i cinquanta giorni trascorsi dalla Pasqua. Pensando alla Pentecoste mi sembra impor-tante ricordarne tre aspetti significativi: lo Spirito rende i discepoli capaci di parlare a tutti; nello Spirito i diversi non entrano in con-flitto, ma sono ricondotti all'unità; e, infine, lo Spirito accompagna la comunità dei discepoli ad una comprensione della Parola, per-mettendo così di annunciare all'uomo del nostro tempo il Cristo di sempre. La capacità di parlare a tutti è il dono che, a partire dalla Pentecoste, i discepoli sperimentano. Non possiamo nasconderce-lo: approdare al messaggio evangelico non è semplice! Le nostre convinzioni e i nostri costrutti mentali sono spesso un filtro po-tentissimo che ci fa vivere il messaggio evangelico come estraneo alla nostra realtà. A partire da questo filtro le nostre relazioni sono spesso un dialogo tra sordi e risulta pressoché impossibile far cala-re nella vita l'annuncio della salvezza. Eppure i discepoli, grazie all'azione dello Spirito, diventano esperti comunicatori, capaci di superare ogni limitazione culturale e, come per miracolo, vengono compresi nella loro diversità. Il moltiplicarsi delle lingue di fuoco non moltiplica, però, l'unico fuoco che si separa non per dividere, ma per condurre all'unità. Il fuoco dell'amore come il fuoco del fonditore ha il potere di unire i diversi e farne un cuore solo e un'anima sola. Come in una sinfonia, gli strumenti diversi, ciascu-no per la sua parte, rendono possibile l'armonia, sotto la guida del direttore d'orchestra: lo Spirito Santo. Solo chi ama la comunione può far parte della squadra; ai battitori liberi, anche se bravissimi non è consentito partecipare al magnifico gioco della vita. Ed infi-ne, spetta allo Spirito guidarci alla verità, quella di sempre, ma an-che sempre nuova perché sempre nuovo è il contesto storico nel quale il Cristo va ricompreso. Ricordiamo quanto lo Spirito Santo ha suggerito alla sua Chiesa in occasione del Concilio Vaticano II, per come l'ha condotta ad annunciare la verità di sempre in un nuovo contesto culturale. Ci basti questo esempio per comprende-re quanto abbiamo bisogno dello Spirito per obbedire al mandato di Gesù: «... ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giu-dea e la Samaria e fino ai confini della terra». (don Mauro)

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