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Parrocchia Sacra Famiglia Ferrara

Dal  Vangelo di  Giovanni 1, 35-42

 

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì , dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono e videro dove egli dimorava.
 

  
ASCOLTARE, VEDERE, CREDERE!

Quante volte, in questi ultimi mesi, ci siamo detti che il discepolato e la testimonianza, la missione, nascono e si nutrono della comunione con il Signore Gesù, dallo “stare con Lui”. Il Vangelo di questa domenica non lascia dubbi: è l'aver visto dove Gesù abitava e l’aver dimorato con lui che genera un'esperienza nuova. Cosa si saranno detti Giovanni e Andrea con Gesù di così significativo se da quell'incontro è venuto fuori un annuncio così forte: «Abbiamo trovato il Messia»? E non solo, cosa avrà sperimentato Giovanni evangelista se dopo molti anni ancora ricorda che quell'incontro è avvenuto alle quattro del pomeriggio? Quell'incontro ha certamente segnato in maniera forte l'inizio di un percorso e ha per sempre determinato che all'origine della fede c'è un incontro. La dinamica che emerge dal testo evangelico, infatti, la si può sintetizzare in tre verbi ascoltare-vedere-credere. A meno che non si tratti di casi particolari, possiamo concludere che la fede biblica è la successione di questi tre movimenti: ascolto, visione e fede. Andrea e Giovanni hanno ascoltato la parola del Battista che in Gesù ha indicato loro l'Agnello di Dio. Hanno poi visto con i loro occhi dove dimorava Gesù e, infine, hanno creduto che lui era il Messia. Da sempre la fede in Israele ha origine dall'ascolto della Parola profetica che quando ci parla, non si limita a comunicarci delle istruzioni, o a darci dei consigli, ma si offre di intervenire concretamente nella nostra vita, attraverso delle promesse il cui adempimento costituisce per noi il segno inequivocabile della veridicità e dell'affidabilità delle sue intenzioni nei nostri confronti. Dio non si limita a parlare, ma compie anche fatti! Certamente ciò che Dio ci promette, e che immancabilmente realizza, è sempre finalizzato alla realizzazione della nostra vita e alla scoperta che Dio è il nostro migliore alleato, un alleato che, dopo averlo noi messo alla prova ed aver verificato la sua affidabilità, ci invita a sottoscrivere un patto di collaborazione con lui, stabile e duraturo. Tutto questo Dio lo fa in modo assolutamente gratuito e disinteressato: infatti, non guarda né ai nostri meriti, né ai nostri demeriti, ma ai nostri bisogni. Come non dare fiducia, allora, ad un Dio così e non lasciarsi coinvolgere in un discepolato ed una testimonianza che, sin dall'inizio, si presentano come il miglior affare della nostra vita? (don Mauro)

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