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Giornata Missionaria Mondiale 
Domenica 21 ottobre 2018
Giovani-per-il-vangelo
Veglia missionaria diocesana 
Messaggio del Santo Padre




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Parrocchia Sacra Famiglia Ferrara

 XXVIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO


Dal Vangelo secondo Marco (10, 17-30)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre"».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».


Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».] Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».


AD UN PASSO DALLA FELICITA'
“E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. E’ una delle frasi più note del Van-gelo, pronunciata da Gesù a commento di un vivace episodio che ha il suo culmine nella domanda di un tale: “Che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. E' la domanda di quel ricco che ci mette in crisi ogni volta che lo leggiamo. Questo ricco è una persona particolare, che assomiglia molto a noi. Osserva i comandamenti dall'infanzia, la precettistica dell'andare in sinagoga e si comporta positivamente nei confronti degli altri. Ma lo tradisce la domanda: “Che devo fare per avere la vita eterna?”. E' una persona pratica, sbilanciata sul fare, sul possedere, quasi che la fede si colleghi a un certo tipo di impegno per cui, se io mi dedico ad alcune realtà, ho automaticamente la vita eterna. Punta sulla quantità delle cose e non sulla loro qualità. Gesù lo fissa e lo ama. Pone lo sguardo di amore su di lui. Gesù coglie sempre il positivo che è in ciascuno di noi e ci ama. Ma questa persona vuole un “di più” che è giustifica-bile. Quante volte anche noi abbiamo pensato di voler cambiare qualcosa della nostra vita. Non accettando il quotidiano di sempre, preferiamo la novità e aspiriamo a qualcosa di più grande. A que-sto punto, davanti al desiderio di profondità di questa persona, Gesù risponde invitandolo a comprendere come il “di più” è dare quello che ha ai poveri. E' chiamato ad abbandonare sicurezze legate ai soldi, agli affetti, per giocare la propria vita per il Vangelo, superando un'esistenza fatta di routine, immobile, statica. Tu di-venterai pienamente libero se capirai che Dio è il tuo autentico punto di equilibrio e solo così avrai un tesoro in cielo e, seguendo Gesù, diventerai vero. La persona se ne va triste, perché aveva molti beni o, meglio, “era posseduto dalle cose che aveva”. E' scontento, forse sarà tornato al lavoro di sempre, però non si sen-te a posto e Gesù ci dice che dove è il tesoro, lì è anche il nostro cuore. La sapienza di Dio ci fa comprendere come siamo chiamati a vedere la vita dal punto di vista di Dio, con i suoi occhi, e tutto è ribaltato. Il problema non è come dare questo tutto ai poveri, non è solo questione di denaro, ma è capire fino a che punto siamo chiamati a convertirci e a sporcarci per il Vangelo. Solo così sare-mo chiamati alla vera libertà e saremo pienamente noi stessi per-ché, dov'è il tesoro, lì abbiamo anche il nostro cuore. (don Mauro)


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